Per scrivere un post sulla pagina Facebook della tua azienda è necessario essere prolissi e sfruttare gli oltre 60.000 caratteri che la piattaforma mette a disposizione, oppure bastano poche righe per attirare il lettore?

La risposta non è univoca né oggettiva, dato che ogni brand ha un suo tone of voice e un suo modo di rapportarsi con gli utenti personalizzato sui diversi social network.

Indipendentemente dalla lunghezza del post o dal tone of voice utilizzato, esistono delle tecniche che ti permettono di catturare l’attenzione dell’utente sul tuo post di Facebook.

Una volta pubblicato, un post su Facebook inizia il suo percorso di distribuzione verso il pubblico e verrà visto in modo diverso a seconda del dispositivo utilizzato dall’utente. Ci sono infatti più di dieci modi diversi di vedere i post su Facebook, ma l’unica cosa che rimane visibile a tutti sono i primi 150 caratteri prima del tasto “altro…”, che permettono di leggere tutto il testo del post.

È quindi fondamentale attirare l’attenzione del lettore in questi pochi caratteri, pochissimi se confrontati con il totale messo a disposizione dalla piattaforma. Anche nel mondo del giornalismo si segue questo principio (il principio top-loading) in cui gli elementi essenziali dell’articolo vengono inseriti all’inizio dello stesso.

Un post di Facebook però è ben diverso. Ciò che è importante non è raccontare l’accaduto piuttosto ‘attivare l’utente’: spingerlo alla lettura dell’intero post o portarlo sul proprio sito web, in cui il nostro prodotto può essere descritto nel dettaglio o venduto. È fondamentale tenere a mente che l’utente su Facebook è un potenziale cliente, ma in quel momento non è interessato al tuo prodotto perché sta solo scrollando l’home page del social network in maniera disinteressata, per passare del tempo o al massimo per vedere qualche foto dei suoi amici.

Deve essere il post ad attivare l’interesse nei confronti del tuo prodotto.

Come fare per attirare l’attenzione di un utente indifferente?

Possiamo utilizzare dei trucchi di attivazione per suscitare interesse e curiosità verso il nostro prodotto.

Un esempio di questo tipo di post sono gli articoli orientati al clickbait, letteralmente “esca da clic” che Wikipedia definisce così:

“Generalmente il clickbait si avvale di titoli accattivanti e sensazionalisti che incitano l’utente a cliccare, facendo leva sull’aspetto emozionale di chi vi accede. Il suo obiettivo è quello di attirare chi apre questi link per incoraggiarli a condividerne il contenuto su reti sociali, aumentandone quindi in maniera esponenziale i proventi pubblicitari.

È frequente da parte di molti siti fare pseudo-informazione narrando taluni fatti in maniera strumentale, distorcendone la realtà; a contrastare questo fenomeno vi sono siti di debunking dove ciò che è riportato in questi link viene smentito, evidenziandone la mancanza di fonti informative affidabili.”

Questo tipo di articoli, data la recente esplosione del fenomeno fake news, che spesso fanno leva proprio su questa tecnica, è sempre più penalizzato dall’Algoritmo di Facebook.

Questa pratica è fortemente sconsigliata perché oltre ad essere penalizzata dalla piattaforma può essere penalizzata anche dall’utente poiché si rende conto che il titolo sensazionalistico non corrisponde all’importanza del contenuto presente all’interno. Nascerà in lui un sentimento di delusione nei confronti del tuo post e di conseguenza della tua pagina che difficilmente attirerà la stessa attenzione quando ricomparirà un tuo post sulla sua home page.

Quali sono le tecniche efficaci per attirare l’attenzione dell’utente?

VOLTO UMANO

Spesso, le immagini di questi post presentano volti umani anche caratterizzati da imperfezioni. Anche questa è una tipologia di attivazione dell’utente. Il volto umano, infatti, attira l’attenzione dell’utente più delle grafiche costruite ad hoc, a maggior ragione se presenta delle imperfezioni -naturali o meno- poiché proprio queste attirano la nostra curiosità, dunque i punti di attivazione che porteranno l’utente a cliccare sul link.

DUBBIO O DOMANDA

Una metodologia di attivazione più adeguata a suscitare curiosità nei lettori e di conseguenza creare l’interesse nei confronti del nostro post è quella di utilizzare nel titolo una domanda, creare un dubbio all’utente che leggendo il titolo dell’articolo si domanda se una sua abitudine è corretta o potrebbe essere migliorata.

Prendiamo come esempio un blog che si occupa di benessere personale o di alimentazione: pubblicando un articolo dal titolo “La tua colazione è salutare?” nell’utente potrebbe nascere il dubbio che il pasto più importante della giornata debba essere modificato, quindi sarà spinto a leggere l’articolo.

Sui social, infatti, non è necessario spingere all’acquisto di un determinato prodotto, piuttosto è importante tradurre l’obiettivo commerciale in obiettivi di marketing, spiegando all’utente l’importanza, l’utilità e le caratteristiche del prodotto per la sua vita.

PRIMA E DOPO

Un’ultima metodologia di attivazione dell’utente, molto frequente sui social network è il confronto tra il “prima” e il “dopo”.

In questo tipo di post, si vanno ad evidenziare i successi ottenuti grazie all’utilizzo di un determinato prodotto o servizio nel miglioramento della qualità della vita o del lavoro di una persona, evidenziando le differenze tra la condizione precedente e quella successiva all’utilizzo del prodotto.

Conclusioni

Ormai siamo bombardati di pubblicità, gli adblocker vengono utilizzati da un utente su tre ed è sempre più complicato attirare l’attenzione sui social network.

È fondamentale saper raccontare ed “umanizzare” l’azienda, quelli che sono i valori che da sempre la contraddistinguono e i suoi punti di forza anche utilizzando immagini reali, senza filtri e molto vicine alla realtà dei fatti.

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