Il Flat Design (in italiano Design Piatto) è un genere di design dell’interfaccia utente minimalista (UI) o linguaggio di progettazione, comunemente utilizzato nelle interfacce utente grafiche (come applicazioni Web e app mobili), specialmente in materiali grafici come poster, arti, documenti guida, prodotti editoriali. [Wikipedia]

Questo stile di design ha un approccio basato su sagome geometriche piatte, spazi netti e definiti, colori brillanti, illustrazioni e interfacce bidimensionali e minimaliste.
Al flat design sono collegati i concetti di semplicità, eleganza, pulizia e modernità.

Le origini e le influenze
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Il Flat Design è principalmente ispirato dallo stile tipografico internazionale, o stile svizzero, dal modernismo e dagli stili emergenti dal Bauhaus. Lo stile tipografico internazionale, che fece la sua comparsa negli anni 50, viene spesso considerato l’influenza più sostanziale sul flat design, per arrivare fin ai giorni nostri con la sua apparizione nel web.

A portare il Flat Design nel mondo digitale è stata inizialmente Microsoft nel 2002, con il suo Design Metro, in contrapposizione con lo stile “realistico”(o skeumorfismo) utilizzato dalle interfacce Apple, proponendo questo stile di design anche sulla versione 2010 di Windows Phone.

Tale fu il successo di questo nuovo approccio che fu la Apple a doversi adattare al gusto degli utenti finali, con la pubblicazione iOS 7 nel 2013, il suo primo prodotto software a utilizzare un design piatto. Successivamente anche graphic e web designer cominciarono a utilizzare grafiche più piatte, abbandonando texture e sfumature pesanti, dando vita al Flat Design, dove la semplicità e l’eleganza sono una prerogativa ed i colori e le immagini fanno da supporto.

Caratteristiche
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Un buon Flat Design deve semplificare il più possibile la grafica, abbandonare texture e colori troppo pesanti, disegni o forme complesse. Le forme devono essere semplici, senza elementi tridimensionali e devono essere ben distinte tra loro.

Per il web tanto spazio a titoli importanti, effetti parallasse sulle immagini dare più dinamicità alla pagina, colori brillanti in contrasto, font leggeri ma allo stesso tempo eleganti e leggibili.

I bottoni sono stati completamente rivisitati: se prima erano più tridimensionali e simili alla realtà, adesso sono utilizzati anche senza uno sfondo e solamente con un bordo spesso colorato. È stato anche introdotto per la prima volta il burger menu per rendere più facile l’utilizzo su smartphone e tablet.

Colori e font nel Flat Design
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Osare: questa è la parola d’ordine sull’uso dei colori nel Flat Design: che siano tonalità molto luminose, oppure tinte pastello, colori retrò, primari, secondari e terziari, a seconda del contesto in cui si inseriscono possono dare vita ad una grafica in grado di attirare l’attenzione dell’utente finale.
Se prima dello sviluppo del Flat Design i font erano minuscoli e i testi poco importanti rispetto alla grafica, oggi sono diventati fondamentali. Infatti si da molto spazio a caratteri leggibili e “ingombranti” nelle dimensioni. Proprio per l’approccio minimalista, il Flat Design vorrebbe i caratteri Sans-Serif, letteralmente senza grazie. Questa regola non mi trova totalmente d’accordo. Giocare, scegliere il font giusto ed abbinarne più di uno, può essere una carta da giocare per dare un tocco creativo in più.

Pro e contro
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Il Flat Design è uno stile di grafica estremamente adattabile a tutti i supporti e contesti.

Da parte degli utenti è molto facile da comprendere – e ovviamente – da progettare da parte di chi li crea. Tuttavia, anche il Flat Design può diventare un’arma a doppio taglio se non se lo si utilizza a dovere.

Vediamo quindi gli aspetti positivi e negativi:

  • ADATTABILE: che sia riprodotto su una carta stampata, un cartellone, un gadget o su una grafica per un sito web o social, un logo o una grafica realizzati con questo stile risulta essere perfettamente riconoscibile ed aiuta non poco l’integrazione tra marketing online e offline. Inoltre la sua semplicità lo rende leggero per il caricamento, ad esempio, di un sito web oppure di una app.
  • CREATIVO: grazie alla sua semplicità si può giocare con i font, senza essere troppo legati; fantasie, fantasie che volano libere!
  • DI MODA: gli utenti sono abituati a vederlo e ben disposti nei suoi confronti. Insomma, fare Flat Design fa figo. Questo però può essere anche un aspetto negativo. Infatti si sa che quando una cosa va di moda, dopo un po’ inizia a stufare!
  • BANALE: il minimalismo e l’estrema semplicità possono far sembrare questo stile scontato, impersonale o addirittura poco professionale.

Conclusioni
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Ogni logo, ogni interfaccia, ogni impaginato ha delle caratteristiche a sé stanti. Non esiste il design perfetto, esiste il design giusto per ogni progetto.
Il compito di un buon graphic o web designer è conoscere, prendere spunto, ma non fossilizzarsi solo sulle tendenze del momento.

Qualsiasi sia lo stile di design che si usa, funziona al meglio solo quando è pensato per i desideri e bisogni dei propri utenti.

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