Nel web marketing esistono delle tecniche oscure, maliziose o poco ortodosse, a volte anche espressamente contrarie a regole, policy o netiquette di ambienti digitali, che hanno come obiettivo quello di ottenere risultati più vantaggiosi, come ad esempio più traffico, maggiori visualizzazioni, più follower, miglior engagement, ecc.

Queste tecniche, che ereditano dall’hacking il nome black hat, possono essere affascinanti, perché permettono di avere risultati in breve tempo. Ma al contrario, i loro effetti nel lungo periodo possono avere risvolti negativi e se usate contro un competitor possono essere anche devastanti.

Negative SEO e Negative Social sono i nomi dei due gruppi di tecniche oscure più usate per danneggiare un brand online, facendogli perdere posizioni all’interno del motore di ricerca, o creandogli una brutta reputazione sui social, oppure concedergli meno visibilità abbassandogli l’engagement.

Vediamo nel dettaglio quali sono le tecniche più usate dal Dark Side del Digital Marketing e il mondo in cui ci si può difendere.

Negative Social

Si intendono tecniche di Negative Social tutte quelle che hanno come fine quello di rovinare la reputazione di un brand sui social network, fargli abbassare l’engagement oppure fargli chiudere il profilo.

Tutte le tecniche di Negative Social hanno in comune l’utilizzo di profili fake. Per difendersi è anzitutto molto importante saper distinguere un profilo reale da quello che non lo è.

Recensioni Negative
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Online esiste un vero e proprio mercato delle recensioni per i social network. Che sia Facebook, Google o magari TripAdvisor, è possibile comprare recensioni sia positive che negative.
Il loro costo varia a seconda che provengano da profili internazionali oppure italiani.

Se dovessero arrivarti tantissime recensioni negative nel giro di poco tempo è possibile che i tuoi canali social siano vittima di un attacco spam.

Come difendersi?

Se si tratta di poche recensioni fatte per screditare il brand è sempre bene rispondere e cercare di dimostrarne la falsità. In questo modo l’utente che leggerà successivamente la recensione si renderà conto che si tratta di un fake.

Quando invece le recensioni negative sono tante allora si può essere vittima di un attacco spam, soprattutto se sono in lingua straniera. Bloccare un attacco spam del genere è molto difficile, soprattutto perché l’assistenza delle varie piattaforme è quasi impossibile da contattare.

Vediamo nel dettaglio come andare a contrastare il fenomeno delle false recensioni negative su Facebook, Google e TripAdvisor.

#Facebook

Purtroppo non è possibile eliminare una recensione da una Pagina.
Quello che però puoi fare è segnalarla a Facebook.

Ti basta cliccare sui tre pallini presenti sulla recensione, andare su “Trova assistenza o segnala il consiglio” e seguire le istruzioni visualizzate sullo schermo.

Se hai fortuna, Facebook eliminerà la recensione negativa solo se però rientra in uno di questi casi:

Se però si è vittima di un attacco spam, con profili fake che ti lasciano decine o centinaia di recensioni negative false nel giro di pochi minuti, l’unica soluzione per bloccarlo è rimuovere la sezione delle recensioni dalla Pagina Facebook.

Prima di procedere a questa operazione, fai degli screenshot a tutte le recensioni, sia positive che negative. Potrai utilizzare gli screenshot di quelle positive come post per la tua Pagina, e quelli delle false recensioni negative come prova da fornire alle autorità di polizia nel caso l’autore dell’attacco si faccia vivo provando a estorcerti dei soldi per smettere.

Per nascondere la sezione delle recensioni segui questa procedura:

  • Apri la Pagina Facebook con un account amministratore da un computer desktop (no smartphone o tablet);
  • Clicca su “Impostazioni” e poi su “Modelli e tab”;
  • Scorri la schermata fino alla sezione “Recensioni” e disattivala.

Questa operazione non cancella le recensioni ricevute, ma le nasconde agli utenti della Pagina.

#Google

Anche su Google Maps non è possibile eliminare una recensione.
Quello che puoi fare è segnalarla, ma solo nel caso la recensione violi le linee guida di Google.

In particolare Google non ammette recensioni che:

  • Contengono un linguaggio osceno, volgare o offensivo;
  • Esprimono odio verso le minoranze;
  • Vengono ripetute più volte con lo stesso contenuto;
  • Vengono create allo scopo di manipolare la valutazione finale;
  • Non si basano su una vera esperienza personale.

Per segnalare a Google una recensione ti basta cliccare sui tre pallini vicino alla recensione incriminata e poi su “Segnala recensione”.

Nel caso le segnalazioni non abbiano effetto, puoi provare a contattare l’Assistenza Google My Business.

Un’altra strada che è possibile intraprendere è quella legale, attraverso la “Segnalazione di contenuti per motivi legali” di Google.

Se non sei molto pratico di questioni legali, ti consiglio di rivolgerti al tuo avvocato e fargli contattate l’ufficio legale di Google.

#TripAdvisor

Per quanto riguarda le recensioni negative fasulle, TripAdvisor è una di quelle più colpite.
Pur di affossare la concorrenza, il gestore rosicone di un locale è capace anche di convincere i suoi clienti più affezionati a fare una recensione negativa sul profilo del competitor.

In questo caso la risposta è sempre importante, e serve a dimostrare all’utente che successivamente visiterà il profilo che si tratta di una recensione fasulla.

Per segnalare una recensione falsa puoi seguire la guida di TripAdvisor oppure contattare il centro Assistenza.

Segnalazioni di Massa
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Un’altra importante arma del Digital Dark Side sono le segnalazioni di massa, ovvero quando un numero enorme di utenti segnala un profilo con l’obiettivo di farlo chiudere.

Se ti sei comportato bene e hai rispettato le varie linee guida sul comportamento da tenere sulle varie piattaforme, difficilmente ti verrà cancellato il profilo.

Ad esempio nel caso in cui tu abbia infranto qualche punto delle linee guida considerato di poca importanza dalle piattaforme, il tuo profilo potrebbe non venire cancellato ma avrà solo una restrizione della portata organica.

C’è però la possibilità che le piattaforme non riescano a comprendere che le segnalazioni di massa sono finte e proceda con un blocco temporaneo dell’account o in casi estremi alla sua chiusura.

Come difendersi?

Anche recuperare un account bloccato o addirittura cancellato è molto difficile.
Bisogna armarsi di santa pazienza, pregare, e seguire le strade messe a disposizione per risolvere questo problema dalle varie piattaforme.

Vediamo nel dettaglio cosa si può fare per recuperare un account bloccato o cancellato su Facebook e Instagram.

#Instagram

Se il tuo account è stato bloccato riceverai un messaggio da Instagram e ti verrà disabilitata temporaneamente (dalle 24 ore in su) la possibilità di fare diverse azioni, come ad esempio mettere dei cuori, iniziare a seguire qualcuno o smettere di seguire qualcun altro.

La prima cosa da fare in questo caso è controllare di non aver violato le linee guida di Instagram.
Dopo vai nel tuo profilo, clicca sulle tre linee in alto a destra e poi su “Assistenza”. Qui avrai la possibilità di comunicare a Instagram il problema che stai riscontrando attraverso il pulsante “Segnala un problema”.

Nel caso in cui il tuo account sia stato disabilitato, Instagram non ti farà accedere all’applicazione.
Come nella situazione precedente, controlla di non aver violato le linee guida.
Se non hai fatto assolutamente niente di sbagliato, ti comparirà un banner che ti segnalerà che c’è qualcosa che non va. Cliccando sul pulsante per saperne di più, Instagram ti darà la possibilità di segnalare l’errore.
Verrai rindirizzato a una pagina dove ti verranno chieste le credenziali, il paese da cui scrivi e se il tuo profilo Instagram rappresenta un esercizio commerciale, un servizio oppure un’azienda.

Dopo riceverai una mail dove vieni invitato ad accertare i tuoi dati mandando una foto di te con un cartello in mano dove sono scritte le credenziali e un codice che ti verrà inviato.

Armati di pazienza, aspetta un po’, e riprova a segnalare altre volte l’errore.
Non sempre questo metodo è efficace, soprattutto se ci sono state delle violazioni delle linee guida.

Infatti la cosa più difficile è riuscire a capire il reale motivo per cui Instagram ha deciso di disabilitarti il profilo.

#Facebook

Anche su Facebook la disabilitazione o il blocco di un profilo dipende sempre dalla violazione delle condizioni d’uso, le normative oppure gli standard stabiliti dal social network.

Tra i motivi più comuni della disabilitazione o del blocco ci sono:

  • Account falsi (nomi inventati, profili duplicati oppure rubati);
  • Contenuti violenti, razzisti o sessisti;
  • Contenuti di nudo (che siano pornografici oppure no);
  • Violazione del copyright;
  • Spam.

In seguito a una violazione, Facebook di solito notifica all’utente l’avvenuta violazione tramite mail e con un box non appena si prova ad accedere.

Il blocco dell’account è diverso e meno grave della disabilitazione. Si tratta di uno status temporaneo in cui viene impedito di compiere determinate azioni, come ad esempio inviare una richiesta di amicizia, mettere un like o condividere un post, oppure di inviare messaggi.

Purtroppo se il tuo account è stato bloccato in seguito a una o più segnalazioni c’è poco da fare.
Leggi la notifica che ti arriva e segui quello che ti dice di fare Facebook. Molto probabilmente ti verrà detto di aspettare. A seconda della severità del blocco, i tempi di attesa possono arrivare anche a 30 giorni.

La disabilitazione dell’account invece non permette proprio di accedere al social network.
Nel caso in cui il tuo account sia stato disabilitato, per recuperarlo puoi provare a compilare il form che trovi qui -> https://www.facebook.com/help/contact/260749603972907?id=260749603972907.

Se hai compilato il form in maniera corretta dovresti ricevere una mail da Facebook nel giro di qualche ora. Nel caso in cui dopo aver aspettato per un bel po’ di giorni non arriva nessuna risposta, allora puoi provare a confermare la tua identità seguendo le istruzione che trovi qui -> https://www.facebook.com/help/contact/183000765122339?id=183000765122339

Acquisto Follower Finti
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Acquistare finti follower non è così difficile. Ti basta cercare su Google e troverai migliaia di siti che li vendono a pochi euro, sia italiani che internazionali.

Aumentare il proprio numero di follower sui social network può farci sentire potenti e importanti agli occhi degli altri. Ma si tratta di una gioia effimera, in quanto quei finti follower non interagiscono, non comprano e non sono assolutamente interessati a quello che stiamo pubblicando.

Anche se ricorrere all’acquisto di finti follower in un’articolata campagna di branding potrebbe funzionare e dare qualche risultato, abusare in questa pratica potrebbe essere davvero deleterio.
Il disinteresse dei follower finti porta inevitabilmente a un calo dell’engagement rate. Di conseguenza l’account sarà penalizzato dall’algoritmo e i post perderanno visibilità.

Chi conosce questo risvolto della medaglia dell’acquisto di finti follower potrebbe usare questa tattica per affossare un competitor. Basterà comprargli migliaia di follower disinteressati per far sparire i suoi post dal feed.

Come difendersi?

Nel caso un tuo competitor abbia comprato dei follower finti per pomparti gli account sui social e far sparire i tuoi post, l’unico modo che hai per contrastarlo è bloccare e rimuovere tutti i profili fasulli.

Vediamo come farlo su Facebook e Instagram.

#Facebook

Per rimuovere o bloccare dei follower dalla tua Pagina Facebook, vai su Impostazioni della Pagina > Persone e altre Pagine.

In questa sezione troverai l’elenco di tutti i follower della tua Pagina. Ti basterà selezionare quello che vuoi rimuovere oppure bloccare e poi cliccare sulla rotella dentellata. Lì ti verranno mostrate due opzioni: “Rimuovi dai “Mi Piace” della Pagina” e “Blocca sulla Pagina”.

#Instagram

Per rimuovere i follower finti da Instagram devi andare nella tua lista di follower e cliccare rimuovi vicino al profilo incriminato.

Negative SEO

Se la SEO è l’insieme di tecniche che permettono alla pagina di un sito web di comparire tra i primi risultati per una determinata chiave di ricerca, la Negative SEO è esattamente il contrario.

Infatti utilizzando qualche tecnica SEO in modo negativo è possibile penalizzare la visibilità di una pagina web, come quella di un competitor, sul motore di ricerca.

Le tecniche di Negative SEO si basano sostanzialmente sul traffico, spesso di scarsa qualità o finalizzato a mandare in down il sito.

Per verificare se hai ricevuto un attacco di Negative SEO controlla se su Google Analytics ci sono degli strani picchi di traffico.

Link Building Negativa
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Anche se alcuni in ambito SEO non le danno più molta importanza, secondo me la link building di un sito è un aspetto assolutamente da non sottovalutare.

Oltre a essere un fattore di un possibile punteggio di ranking, la link building è qualcosa che influenza tantissimo il traffico di un sito. Infatti determina sia la navigazione interna del sito, sia quella proveniente dall’esterno.

Proprio perché incide sul traffico, la link building è uno strumento potentissimo per colpire un sito.

Come difendersi?

Se su Google Analytics noti dei strani picchi di traffico al tuo sito, oppure dei crolli improvvisi nelle visite, potresti aver ricevuto un attacco di Link Building Negativa.

Per difenderti devi individuare quei link di scarsa qualità che puntano al tuo sito e tentare di rimuovere il collegamento.

Infatti secondo il principio del Link Juice, la scarsa qualità del sito da cui proviene il link potrebbe abbassare la qualità del tuo sito web, incidendo sul posizionamento e sul traffico.

Per rintracciare questi link esistono due strade, e ti consiglio di percorrerle entrambe.

Andando su Google Analytics clicca su Acquisizione -> Tutto il traffico -> Referral.
Qui potrai vedere l’elenco dei link che puntano al tuo sito e individuare quelli negativi per la tua SEO.

Un altro modo è andare su Google Search Console e visitare la sezione Link.
Qui troverai l’elenco di tutti i link che puntano al tuo sito e come nel caso precedente potrai valutarne la qualità e l’impatto lato SEO.

Una volta individuati i link che possono intaccare la SEO del tuo sito, non ti resta che segnalare a Google di non prenderli in considerazione.

Per farlo puoi utilizzare lo strumento Rinnega Link di Google, caricando la lista dei domini da segnalare. Tale lista dovrà essere in formato txt e avere questa struttura:

domain:nomedominio.com
domain:nomedominio2.com
domain:nomedominio3.com

Attacco DDos
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Un attacco DDos (Distribuited Denial of Service) è un particolare tipo di attacco informatico che ha lo scopo di arrestare un sito web o un web server sovraccaricandolo di visite.

Rendendo un sito inaccessibile, questo attacco incide sulla SEO e peggiora il suo posizionamento nel motore di ricerca. Maggior tempo il sito sarà offline, più grande sarà il danno lato SEO ricevuto.

La difficoltà nel combattere un attacco del genere è che molto spesso le visite provengono da diversi computer inconsapevoli, detti zombie, sui quali precedentemente è stato inserito un programma appositamente creato che si attiva ad un comando proveniente dal cracker creatore.

Come difendersi?

Vedere il proprio sito andare down perché vittima di un attacco DDos può far andare nel panico chiunque.

La prima cosa da fare è contattare l’hosting e chiedere informazioni.
Molto spesso saranno direttamente loro a intervenire e risolvere il problema.

Tuttavia esistono diverse soluzioni per proteggere un sito da un possibile attacco DDos.
Vediamole insieme!

#Wordfence Security

Se il tuo sito è realizzato con WordPress, Wordfence Security è un plugin gratuito che può aiutarti a contrastare un attacco DDos.

Oltre a rilevare la presenza di malware all’interno del sito, questo plugin mette a disposizione una serie di funzioni per bloccare gli utenti che effettuano delle visite anomale, proprio come quelle di un attacco DDos.

#Cloudflare

Cloudflare è uno dei provider di content delivery network (CDN) più popolari su Internet, che tra i suoi servizi offre anche protezione contro attacchi hacker. Grazie alle sue dimensioni, ha accesso a informazioni sulla provenienza degli attacchi DDoS e quindi può bloccare gli indirizzi IP per tutti i siti del suo network.

La rete di Cloudflare è sempre attiva e in continuo apprendimento. Può identificare potenziali attacchi e impedire che il traffico indesiderato raggiunga il tuo sito 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Fornisce inoltre un pannello di controllo dove è possibile monitorare e bloccare gli attacchi DDoS in modo da permetterti di identificare quelle che potrebbero essere le vulnerabilità del sito.

#Sucuri

Sucuri è un’azienda nota per i suoi servizi di pulizia dei siti dopo un hackeraggio e per aiutare a evitare che si ripetano. Tra questi c’è anche un servizio di protezione da attacchi DDoS.

Con un network di oltre 400.000 clienti, Sucuri ha un enorme database di attacchi. Quindi riesce a identificare facilmente gli indirizzi IP da cui provengono e bloccarli.

Conclusioni
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Attacchi di Negative Social e Negative SEO si stanno pian piano diffondendo, diventando molto comuni e causando danni per milioni e milioni di Euro.

È impossibile proteggersi completamente da questo tipo di attacchi. Ma se utilizzerai le indicazioni descritte in questo articolo, nel caso dovessi subirne uno, saranno molte meno probabilità di subire grandi danni.

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