I Social Network sono ormai parte integrante della nostra vita.

Tutte le statistiche di settore, ogni anno, confermano sempre più il loro utilizzo nel quotidiano da parte di milioni di utenti in tutto il mondo.

Wikipedia definisce i Social Network come:

Un servizio Internet, tipicamente fruibile mediante browser o applicazioni mobili, per la gestione dei rapporti sociali e che consente la comunicazione e condivisione per mezzi testuali e multimediali.

L’enciclopedia Treccani fornisce invece una definizione più ampia e dettagliata di Social Network:

Con l’espressione Social Network si identifica un servizio informatico on line che permette la realizzazione di reti sociali virtuali. Si tratta di siti internet o tecnologie che consentono agli utenti di condividere contenuti testuali, immagini, video e audio e di interagire tra loro. Generalmente i social network prevedono una registrazione mediante la creazione di un profilo personale protetto da password e la possibilità di effettuare ricerche nel database della struttura informatica per localizzare altri utenti e organizzarli in gruppi e liste di contatti. Le informazioni condivise variano da servizio a servizio e possono includere dati personali, sensibili (credo religioso, opinioni politiche, inclinazioni sessuali ecc.) e professionali. Sui social network gli utenti non sono solo fruitori, ma anche creatori di contenuti. La rete sociale diventa un ipertesto interattivo tramite cui diffondere pensieri, idee, link e contenuti multimediali.

I Primi Social Network

Non tutti i social network, però, hanno mantenuto nel tempo una posizione predominante come quella che sta avendo Facebook sul mercato. Sono tante infatti le reti sociali che, dopo un boom iniziale, si sono trovate a dover chiudere i battenti per lo scarso utilizzo da parte degli utenti.

Il primo social network della storia, oggi probabilmente sconosciuto ai più, fu SixDegrees, lanciato nel lontano 1997 dall’avvocato statunitense Andrew Weinreich e basato sull’interessante Teoria dei Sei Gradi di Separazione, elaborata da Stanley Milgram nel 1967 secondo la quale tutti gli uomini sulla terra sono collegati tra loro tramite una catena di conoscenze di non più di 5 intermediari.

All’epoca della nascita di SixDegrees, il termine Social Network non esisteva ancora, la prima piattaforma ad essere definita tale fu infatti Friendster, nata nel Marzo del 2002 e chiuso definitivamente nel Giugno 2015 dopo esser stato convertito in un social gaming pochi anni prima. Su Friendster, che nel 2008 raggiunse ben 90 milioni di iscritti, si potevano già condividere immagini, video, messaggi e commentare con i propri amici tramite il profilo personale.

Dopo Friendster, nel Novembre del 2003 arrivò sul mercato MySpace, ideato dallo studente universitario californiano Tom Anderson, con l’intento di offrire agli utenti la possibilità della creazione di blog, profili personali, l’accesso a gruppi e la visualizzazione di contenuti come foto, musica e video.

L’idea del fondatore era di realizzare una piattaforma sociale esclusivamente per gli artisti emergenti nel mondo della musica.

MySpace, a detta di molti, fu il primo Social Network ad essere conosciuto a livello mondiale, ma l’avvento di Twitter e Facebook e la sua caratteristica di essere il social per musicisti non gli ha garantito il successo nel tempo.

Ad oggi, MySpace è ancora presente sul web, ma il numero di utenti è nettamente calato.

Vediamo quindi quali sono i principali Social Network presenti sul web e la loro storia.

Facebook
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Il ‘social blu’ di Mark Zuckerberg, prima di essere la piattaforma social più conosciuta ed utilizzata del mondo, con un picco di 2,23 miliardi di utenti attivi mensilmente nel 2017, nacque con il nome di Facemash nell’ottobre 2003.

All’epoca, il diciannovenne studente dell’università di Harvard Mark Zuckerberg, si introdusse in alcune aree protette della rete universitaria per copiare le foto dai documenti di riconoscimento degli studenti. Il sito web ebbe successo sin da subito, ma dopo pochi giorni venne chiuso e Mark rischiò l’espulsione.

Pochi mesi dopo, nel Febbraio 2004, venne alla luce thefacebook.com per mano di Mark Zuckerberg, Andrew McCollum e Eduardo Saverin che ebbe come primi iscritti gli studenti di Harvard. Dopo poco più di un anno, l’espansione della piattaforma nelle università statunitensi portò alla possibilità di iscriversi gli utenti con un indirizzo di posta elettronica legato ad un dominio universitario. Nel 2006 invece ci fu l’apertura a tutti gli utenti, unico requisito un’età superiore ai 13 anni.

Nel nostro paese, la diffusione del Social Network avvenne nel 2008. L’evoluzione della piattaforma, legata principalmente al suo modello di business, ha visto nel tempo la suddivisione in profili personali e pagine, fondamentali per le aziende poiché permettono a queste ultime di realizzare attività promozionali come ad esempio la sponsorizzazione dei post o lo studio del pubblico tramite gli insights.

Twitter
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La nascita di Twitter risale al 2006, due anni dopo Facebook, con l’intenzione di permettere agli utenti di condividere messaggi in soli 140 caratteri (oggi 280), gli stessi degli sms.

Ideatore della piattaforma è lo statunitense Jack Dorsey, che un giorno pensò bene di trovare un modo per permettere ad un individuo di comunicare con più persone tramite SMS, di li a poco nacque Twitter (originariamente twttr) per mano appunto di Dorsey e di due suoi colleghi: Evan Williams e Biz Stone.

La piattaforma, inizialmente poco frequentata, esplose nel 2007 grazie ad un festival musicale e cinematografico, il South By Southwest Festival. Gli schermi del Festival permettevano infatti agli utenti di ‘cinguettare’ i propri pensieri e renderli visibili a tutti i presenti. In quei giorni, il numero di tweet giornalieri passò da 20 a 60 mila soprattutto grazie al Festival.

Nel 2011 il vero boom, con un passaggio da circa 100 milioni di utenti a 200 milioni nel giro di pochi mesi.

Questo Social Network, già nel 2007, permetteva agli utenti di utilizzare il proprio cellulare per cinguettare: tramite SMS infatti, si poteva veder pubblicato il proprio tweet sul profilo personale e renderlo visibile pubblicamente ai follower.

Oggi Twitter è molto usato per l’informazione in tempo reale, tanto da esser considerato a tutti gli effetti un Information Network.

Instagram
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La storia del social network delle immagini, dell’istantaneità e delle regole non scritte, ha inizio nel 2010 nella Silicon Valley.

I due fondatori e colleghi Kevin Systrom e Mike Krieger stavano lavorando ad un progetto di check-in digitale che conteneva al suo interno una funzione dedicata alla fotografia da cellulare. Il progetto non prese piede e Krieger si concentrò sulla fotografia da cellulare e realizzando l’app, inizialmente dedicata agli amanti della fotografia da smartphone.

Instagram venne resa disponibile per la prima volta sull’Apple Store nell’ottobre del 2010. Dopo soli due anni, il social venne acquisito da Facebook per la cifra di 741 milioni di dollari, l’anno successivo gli utenti della piattaforma attivi mensilmente erano ben 150 milioni in tutto il mondo.

Una delle più grandi evoluzioni della piattaforma si è avuta con l’introduzione delle stories, contenuti foto e video di una durata massima di 15 secondi visibili solamente per 24 ore, funzionalità già presente su Snapchat e successivamente inserita anche su Facebook, Twitter e LinkedIn.

LinkedIn
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Ben più giovane di Instagram è invece LinkedIn, il social network utilizzato per sviluppare contatti professionali e per ricercare lavoro in più di duecento paesi di tutto il mondo.

Fondatore di questo Social Network è Reid Hoffmann, con l’obiettivo specifico di mettere in contatto aziende e profili in cerca di un’occupazione.

LinkedIn non è il primo social creato da Hoffmann, che nel 1997 diede vita, con poco successo a dire la verità, a Social Net, molto simile a Facebook ma con meno successo. L’anno successivo, Peter Thiel, fondatore di PayPal, lo coinvolge all’interno del progetto PayPal e Hoffman diventa uno dei membri della “PayPal Mafia” insieme ad imprenditori del calibro di Thiel, Elon Musk e i fondatori di YouTube.

Negli anni, la crescita di LinkedIn ha portato all’acquisizione di diversi servizi web, oggi funzioni offerte agli utenti iscritti alla piattaforma: Slideshare, Pulse, Bright.com e Lynda. Dal Giugno 2016, LinkedIn è stata acquistata da Microsoft, che si è inserita con questa acquisizione nel mercato dei Social Network.

A differenza delle altre piattaforme, LinkedIn ha un modello di business freemium: tutti possono iscriversi alla piattaforma gratuitamente, chi vuole può acquistare servizi aggiuntivi a pagamento a seconda degli interessi e dei servizi offerti (esistono, ad esempio, sia piani per i recruiter che per chi è in cerca di lavoro).

YouTube
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Come accennato poc’anzi, anche i founder di YouTube sono stati membri della ‘PayPal Mafia’.

Stiamo parlando di Chad Hurley, Steve Chan e Jawed Karim, che nel 2005 hanno dato vita alla piattaforma che consente la condivisione e la visualizzazione di video online.

La crescita di YouTube, nella storia di Internet, è incredibile: dopo solo un anno dalla pubblicazione, sulla piattaforma ogni giorno venivano trasmessi più di 100 milioni di video; tale crescita si è mantenuta nel tempo ed ha portato YouTube ad essere il secondo sito web più visitato al mondo dopo Google.

Google che proprio nell’ottobre 2006 ha acquistato la piattaforma per una cifra superiore al miliardo e mezzo di dollari.

Nel 2020, è stata introdotta una nuova funzionalità premium che permette a chi sottoscrive l’abbonamento, di usufruire di servizi in streaming e di saltare gli annunci pubblicitari.

Pinterest
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Pinterest nasce nel 2010 per mano di Evan Sharp, Ben Silbermann e Paul Sciarra.

Come Instagram, anche su Pinterest si possono condividere fotografie e video. Inoltre, gli utenti di Pinterest possono creare bacheche personali nel quale catalogare immagini caricate o presenti sul web in base a tematiche ben definite o comunque a seconda delle loro preferenze.

Il nome Pinterest è l’unione tra due termini inglesi: pin ed interest, ossia puntina ed interesse.

Nonostante l’ascesa di Instagram, Pinterest rimane tra i siti per immagini più visitato al mondo grazie alla possibilità di “pinnare” le immagini preferite dai singoli utenti e la possibilità di creare bacheche personalizzate collezionando, organizzando e mostrando al mondo le immagini che l’utente preferisce.

Il suo modello di business, come anche Facebook ed Instagram, è basato sull’offerta di spazi pubblicitari agli inserzionisti.

Twitch
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Twitch nasce nel 2011, sostituendo il sito web Justin.tv, nato nel 2007.

Quando nacque Justin.tv per mano di Justin Kan ed Emmett Shear, il sito venne suddiviso in diverse categorie di contenuti, ma la categoria ‘giochi’ divenne la più popolare del sito web.

Justin prima e Twitch poi sono piattaforme di livestreaming, nate con l’idea di diffondere in diretta e on demand contenuti video, in particolar modo per la categoria degli eSports.

Pochi anni dopo, nel 2011, tutti i contenuti vennero trasferiti su Twitch.tv e nel 2013 divenne la piattaforma più popolare ed utilizzata per il mondo eSports.

L’anno successivo, Twitch è stato acquistato da Amazon per ben 970 milioni di dollari.

Tik Tok
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Anche Tik Tok, come Twitch, nasce con un altro nome nel Settembre 2016: musical.ly, un’app per smartphone ideata per creare brevi clip video della durata massima di 60 secondi, con la possibilità di editarli, utilizzare parti di canzoni per creare balletti ed effetti particolari.

Ideata e fondata dai cinesi Alex Zhu e Luyu Yang nel 2015 con lo scopo di rivolgersi e coinvolgere gli adolescenti incorporando musica e video all’interno di una piattaforma unica. Nel 2018, l’azienda informatica cinese ByteDance acquista musical.ly per circa 750 milioni di euro e lo fonde a TikTok, piattaforma di loro proprietà, mantenendo quest’ultimo come nome.

In soli 4 anni dal lancio, gli utenti della piattaforma in tutto il mondo superano il miliardo, prevalentemente adolescenti della cosiddetta Generazione Z, i nati nel nuovo millennio.

Medium
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Medium è una piattaforma di blogging nata nel 2012 per mano del co-fondatore di Twitter Evan Williams, che volle dare agli utenti della sua piattaforma un modo per scrivere tweet più lunghi degli allora 140 caratteri messi a disposizione della piattaforma.

Caratteristica principale di questo social è la semplicità: raccoglie pubblicazioni di utenti che scrivono per passione e professionisti in un unico spazio gratuito.

Il suo modello di business è freemium: si possono infatti acquistare contenuti riservati oppure visualizzare solamente i contenuti gratuiti a discrezione dell’utente.

Quora
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Quora è una community in cui gli utenti pongono domande e altri utenti possono rispondere. Nata nel 2009 per mano di due ex dipendenti di Facebook, Adam D’Angelo e Charlie Cheever, è stata resa disponibile al pubblico nel Giugno del 2010. Dopo l’espansione negli Stati Uniti, è stata resa accessibile anche all’estero e nel nostro paese è arrivata nel 2012.

Come Facebook, anche Quora richiede ai propri utenti di registrarsi con il proprio nome e cognome per poter dare maggior credibilità alle risposte fornite agli altri membri della piattaforma.

Tumblr
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Grazie a Tumblr, gli utenti possono creare un blog dove postare all’interno contenuti multimediali testuali, fotografici o in formato video.

Tumblr viene ideato nel 2006 negli Stati Uniti da Davidville, società di consulenza di David Karp, che aveva intenzione di creare un blog sintetico e per raggiungere questo obiettivo, ha coinvolto lo sviluppatore Marco Arment. Nel febbraio 2007, Tumblr viene lanciato sul mercato e nel 2013 è stato acquisito da Yahoo! E nel 2017, insieme alla stessa Yahoo! È stato acquisito da Verizon.

Nell’estate del 2019, Tumblr viene ceduta a Automatic, la società che ha il controllo del CMS Open Source WordPress.

Social Network chiusi

Non tutti i Social Network hanno avuto la fortuna di Facebook, Instagram o degli altri citati in precedenza.

Alcune piattaforme, infatti, non sono riuscite a rimanere in pianta stabile sul mercato a causa prevalentemente di uno scarso utilizzo da parte degli utenti.

Spesso infatti, dopo un boom iniziale, questi social sono stati ‘abbandonati’ e hanno dovuto chiudere i battenti. Il caso più eclatante è senza dubbio quello di Google+, nato nell’estate 2011 e disponibile inizialmente solo su invito, è stato chiuso nell’aprile del 2019 e da Luglio 2020 tutti i contenuti presenti non sono più disponibili.

Un altro social network che ha chiuso i battenti è Netlog, nato in Belgio nel 2006 e rivolto prevalentemente ai giovani europei. Nel 2014 Netlog si è fuso con Twoo, un’app di dating online, per poi chiudere definitivamente nel 2015.

Anche la prima piattaforma ad essere definita ‘social network’, Friendster, è stata chiusa nel 2015 per lo scarso utilizzo da parte degli utenti.

Conclusioni

Come abbiamo visto, il mondo dei Social Network è costantemente in evoluzione: piattaforme che nascono, vengono popolate e man mano abbandonate dagli utenti che inseguono la novità e il ‘social del momento’.

Per questo motivo, investire solo ed esclusivamente nelle attività sui social network per il tuo progetto può essere rischioso se non affiancato ad altre tipologie di promozione sul web.

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